IT NEVER SLEEPS

"Se voi però avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri. E se voi avete il diritto (...) di insegnare che italiani e stranieri possono lecitamente, anzi eroicamente squartarsi a vicenda, allora io reclamo il diritto di dire che anche i poveri possono e debbono combattere i ricchi. E almeno nella scelta dei mezzi sono migliore di voi: le armi che voi approvate sono orribili macchine per uccidere, mutilare, distruggere, far orfani e vedove. Le uniche armi che approvo io,sono nobili e incruenti: lo sciopero e il voto." /Don Lorenzo Milani _ Lettera ai cappellani militari /

Eccomi

Utente: Ceks
Nome: marco ceccarelli
Son forse un poeta? No, certo. Non scrive che una parola, ben strana, la penna dell'anima mia: "follia". Son dunque un pittore? Neanche. Non ha che un colore la tavolozza dell'anima mia: "malinconia". Un musico, allora? Nemmeno. Non c'è che una nota nella tastiera dell'anima mia: "nostalgia". Son dunque... che cosa? Io metto una lente davanti al mio cuore per farlo vedere alla gente. Chi sono? Il saltimbanco dell'anima mia.

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martedì, 21 febbraio 2006

 

LA MIA AMATA ANARCHIA

 

Il pensiero anarchico contempla in sé la possibilità dell'errore,
dichiara che il dubbio è necessario, rigetta l'idea di verità assoluta
e, come conseguenza, di giudizio definitivo; queste sono le uniche
garanzie valide contro ogni tipo di autoritarismo.

Il movimento anarchico è sicuramente una delle correnti di pensiero
moderno più fraintese e più sapientemente occultate dalla cultura
ufficiale, che ha da sempre spesso associato l'anarchismo al caos, ad
azioni vandaliche, all'uso della violenza in generale. Alla
comprensione del movimento anarchico non aiuta poi il fatto che al suo
interno vi siano state da sempre e vi siano tuttora posizioni tra loro
spesso contrastanti, che hanno certo contribuito a dare dell'anarchia
un'idea distorta. Tali aspetti hanno invece ben poco a che fare con la
sua vera anima originaria, sviluppatasi alla fine dell'800 tramite il
lavoro dei suoi maggiori teorici: Proudhon, Bakunin, Kropotkin e
Malatesta, i quali individuano nel senso di partecipazione comune al
bene collettivo, nel reciproco appoggio, nella solidarietà, nella
non-violenza e nel progresso culturale, visto come prioritario rispetto
allo stesso progresso economico, le basi del loro pensiero. Malatesta,
rispetto ai maggiori teorici dell'anarchismo, è tra questi sicuramente
il meno conosciuto;  Il suo pensiero è, più di altri, intimamente
connesso con una idea di sviluppo, in questo caso sociale, basata
sull'utilizzo del dubbio come metodo di indagine e di progresso. Nel
suo pensiero ogni valore raggiunto viene visto come un ulteriore punto
dal quale ripartire. I valori raggiunti non vanno considerati come
assoluti ma come costantemente migliorabili attraverso la libera
sperimentazione e devono venire sempre considerati pronti ad ogni
eventuale ulteriore cambiamento.

"La società anarchica è la società organizzata senza autorità,
intendendo per autorità il potere che viene imposto dal volere del
singolo. Noi siamo anarchici, anarchici nel senso proprio e generale
della parola: vale a dire che vogliamo distruggere quell'ordinamento
sociale in cui gli uomini, in lotta tra di loro, si sfruttano e si
opprimono, o tendono a sfruttarsi e ad opprimersi, l'un l'altro, per
arrivare alla costituzione di una nuova società in cui ciascuno, nella
solidarietà e nell'amore con tutti gli altri uomini, trovi completa
libertà, massima soddisfazione possibile dei propri bisogni e dei
propri desideri, massimo sviluppo possibile delle sue facoltà
intellettuali ed affettive"
Enrico Malatesta

E se ricominciassimo dall'anarchia?

La società è nata anarchica (intesa come caos generato dalla mancanza
di regole) e tramite vari sviluppi ed esperimenti di modelli di società
differenti (monarchia, democrazia, dittatura,...) è destinata ad
approdare in futuro ad una anarchia "matura", intesa questa volta come
pratica della libertà per mezzo del rispetto del prossimo.
Benedetto Croce

Postato da: Ceks a febbraio 21, 2006 11:52 | link | commenti (5) |
cose mie

mercoledì, 11 gennaio 2006

MILLE VOLTE...PACE!!

Facendo un giro per i blog potrete vedere quasi sempre il post dedicato alle mille visite ricevute.

Io c'ho messo un po per arrivarci ma ci sono arrivato...CRIBBIO!!

Ed ora voglio conformarmi a voi ,festeggiando!!

EVVIVA..MILLE VISITE...

Se pero' vi fermate a riflettere non c'è nulla da festeggiare..finche' esistera gente come noi, che ha bisogno di un blog per esprimersi..socializzare..DIRE LA PROPRIA SENZA SENTIRSI DIVERSO O FUORI LUOGO.

Io voglio un mondo dove non c'è bisogno di un blog per dire la sua.

Non voglio festeggiare ad ogni migliaia di visite.

Anzi ora che ci penso ,credo che ben presto appendero' il pc al chiodo e andro' in pensione.

Scrivere post mi fa solitudine,tristezza,inutilita'.Della serie mi rifugio qui e posso sparare tutte le cazzate che voglio oppure litigo con qualcuno ed allora scrivo un post sulla stupidaggine della gente.

NO. BASTA!!

Voglio uscire e dire la mia..E' finita l'era dello psicologo virtuale..sono guarito!!

Postato da: Ceks a gennaio 11, 2006 19:22 | link | commenti (8) |
cose mie

sabato, 07 gennaio 2006

UGANDA.....UN PAESE POVERO GRAZIE A...

Foto: Getty ImagesL’esercito ugandese ha ucciso sette civili e ferito altre 16 persone nel campo Lalogi, vicino a Gulu, dove le vittime si erano rifugiate dagli attacchi dell’LRA; sono stati colpiti mentre protestavano per l’uccisione di un ragazzo. Un portavoce dell’esercito ha detto che il ragazzo è stato ucciso domenica notte da un soldato, poi arrestato, perché scambiato per un ribelle, così una folla in collera per l’accaduto è andata a protestare alla caserma.

L’esercito, riferisce la BBC, ha detto che la gente era diventata violenta e quindi sono stati esplosi dei colpi in aria per disperderli; ci sono comunque dei dubbi sulla spiegazione.

 

 

Nel week end intanto Francis Kapere, comandante di alto grado dell’LRA, è stato ucciso con altri 9 ribelli dall’esercito in un’imboscata, sempre nel distretto di Gulu.

 

 

 

Tagli agli aiuti all’Uganda

 

 

Il Regno Unito ha tagliato 15milioni di pounds (circa 26.4 milioni di dollari) nell’assistenza diretta all’Uganda, dovuto alle preoccupazioni circa la democrazia nel Paese per le prossime elezioni generali a febbraio 2006.

 

 

Questo è successo un giorno dopo che la Svezia si è unita ad una lista crescente di donatori europei, dice l’IRIN, che hanno tagliato gli aiuti all’Uganda fra domande sull’impegno di Museveni di riforme democratiche, il cui governo è stato ampiamente criticato per l’arresto di Kizza Besigye, leader dell’opposizione del Forum for Democratic Change.

 

 

 

Difficile portare aiuti alla popolazione

 

 

Un ufficiale dell’ONU ha dichiarato lo scorso 11 dicembre che i continui attacchi dell’LRA nel nord Uganda rendono difficile l’assistenza alla popolazione da parte degli operatori umanitari. Martin Mogwanja, coordinatore umanitario dell’ONU, ha condannato questi attacchi a civili innocenti ed operatori umanitari.

 

 

Gli sfollati, circa il 90% della popolazione nella regione, vive in 105 campi sovraffollati ed, allo stesso tempo, l’attività dell’LRA nel sud Sudan ha portato all’arrivo di un’ondata di rifugiati sudanesi.

 

Mogwanja ha esortato il Governo ad incrementare le pattuglie militari lungo le strade principali ed attorno ai campi degli sfollati.

 

 

 

L’LRA accetta la mediazione del sud Sudan

 

 

Intanto l’LRA ha accettato la mediazione del Governo del sud Sudan, dominato dagli ex ribelli dell’SPLM (Sudan People’s Liberation Movement), il cui portavoce, Walid Hamid, ha detto secondo quanto riportato dal New Vision, che l’LRA, i cui leader si pensa siano nascosti nel sud Sudan, ha risposto attraverso internet ad un’offerta dell’SPLM di mediazione ai colloqui, aggiungendo che l’SPLM non ha avuto contatto diretto con il gruppo ribelle ugandese.

 

 

Il cap. Paddy Ankunda, ufficiale dell’UPDF (Uganda People Defence Forces) per le relazioni con i media, ha detto di non aver ancora ricevuto comunicazioni circa gli sviluppi.

 

 

 

L’Uganda deve risarcire la Repubblica Democratica del Congo

 

 

L’ICC (International Criminal Court) ha deciso, avendo trovato l’Uganda responsabile di abusi dei diritti umani, che il Paese dovrà pagare un risarcimento alla Repubblica Democratica del Congo per i saccheggi durante la guerra 1998/2003.

Secondo la notizia, riportata dalla BBC, il 19 dicembre scorso la Repubblica Democratica del Congo ha anche accusato l’Uganda di aver invaso il suo territorio ed aver massacrato civili.

 

 

Secondo la notizia riportata il giorno seguente alla precedente, sempre dalla BBC, l’Uganda rispetta la decisione della Corte di aver sbagliato ad invadere la Repubblica Democratica del Congo, come ha riferito James Nsaba Buturo, Ministro dell’Informazione, rifiutando comunque di dire se l’Uganda pagherà il risarcimento di più di 10 miliardi di dollari richiesta dal Paese che l’ICC ha ritenuto appropriata.

 

 

Museveni ha detto di non essere scosso dalla decisione dell’ICC, affermando secondo il Monitor lo scorso 23 dicembre, che l’invasione ha aiutato a distruggere i nemici dell’Uganda nella Repubblica Democratica del Congo.

 

 

La Corte ha detto che gli obiettivi dell’operazione “Safe Haven”, come dichiarato in un documento dell’Alto Comando Ugandese emesso l’11 settembre 1998, non erano consoni al concetto di auto-difesa come concepito dalla legge internazionale.

 

 

Si prevede che Kinshasa farà una petizione all’ONU per sanzionare l’Uganda se Kampala non presenterà un programma per provvedere al pagamento.

 

Postato da: Ceks a gennaio 07, 2006 11:46 | link | commenti (4) |
forse non tutti sanno che

lunedì, 02 gennaio 2006

SONO TORNATO...

ALLORA ..DA DOVE COMINCIARE?

INANZITUTTO NON SIAMO A SCUOLA QUINDI NON HO BISOGNO  DI GIUSTIFICAZIONI.

INSOMMA MI SONO FATTO UN PO I CAZZI MIEI.

POSSO SOLO DIRVI CHE MI SONO ASSENTATO SOPRATTUTTO PER MOTIVI LAVORATIVI.

VEDETE, DA QUANDO IL PORTATORE NANO DI DEMOCRAZIA HA DICHIARATO CHE BISOGNAVA RIMBOCCARCI LE MANICHE PER FAR RISORGERE L'ITALIA DALLE CENERI ,MI SONO SENTITO IN DOVERE DI SALVAGUARDARE LA MIA PATRIA.

E' PASSATO UN MESE DAL MIO ULTIMO POST E CI SAREBBERO TANTE COSE DA DIRE MA ONESTAMENTE NON ME NE RICORDO UNA E POI , DICIAMOCELO SINCERAMENTE, RIPRENDERE A SCRIVERE DOPO UN PERIODO DI RIFLESSIONE NON E' COSA FACILE.

IO HO INTENZIONE DI RIPRENDERE DA QUI ,CON IL VOSTRO AIUTO.

QUINDI FATE COME ME ....RIMBOCCATEVI LE MANICHE !!.

Postato da: Ceks a gennaio 02, 2006 13:15 | link | commenti (5) |
cose mie

lunedì, 05 dicembre 2005

PAUSA DI RIFLESSIONE

Postato da: Ceks a dicembre 05, 2005 22:24 | link | commenti (9) |
cose mie

giovedì, 01 dicembre 2005

Crimini elettorali

Il mostro in prima pagina.jpg

La scorsa settimana è stata stuprata una ragazza a Bologna da un extracomunitario.
La scorsa settimana è stata uccisa con sette coltellate e investita con la macchina una ragazza a
Biella da un italiano.
La scorsa settimana è stata uccisa davanti alla figlioletta una donna italiana dall’ex marito italiano con due colpi di pistola alla testa a
Chivasso.

Le reti televisive e i giornali hanno dedicato un grande spazio all’episodio di Bologna e uno marginale a quelli di Biella e di Chivasso.

Lo stupro di un extracomunitario fa più notizia di un omicida italiano.

Lo stupro extracomunitario è elettorale.
Un omicida italiano non è elettorale.

Gli sbarchi in Sicilia sono elettorali
Le decine di omicidi da inizio anno di mafia, ndrangheta, camorra non sono elettorali.

Le rapine in villa da parte di extracomunitari sono elettorali.
Il pizzo chiesto dal racket in tre quarti dell’Italia non è elettorale.

Le donne italiane segregate in casa da parte di mariti maghrebini sono elettorali.
Gli omicidi di donne italiane separate da parte degli ex mariti italiani non sono elettorali.

Gli attentati (potenziali) da parte di islamici in Italia sono elettorali.
La mafia (reale) non è elettorale.

Un candidato onesto è elettorale.
Un candidato prescritto o condannato in via definitiva
non è elettorale.

tratto dal blog di BEPPE GRILLO

Postato da: Ceks a dicembre 01, 2005 19:27 | link | commenti (3) |
forse non tutti sanno che

lunedì, 28 novembre 2005

ZINGARI....ULTIMA OCCASIONE

Proverbi zingari

 Se vuoi essere saggio, ascolta.

 

 


Un uomo saggio ride quando può. Sa bene che ci sarà molto da piangere nella vita.


Se ti siedi sul cavallo rivolto all'indietro, quello continua ad andare avanti.


Una lepre in pentola vale per sei nel campo.


Se piove, non coprirti la testa con un settaccio.


Se entri nel torrente, non accusare le scarpe di essersi bagnate.


Un topo con una rosa all'orecchio è sempre un topo.


Se non vuoi vedere, a che serve una stella?


Vedere un gagiò che sorride è più raro che vedere una mucca che fa un uovo.

 

 

SECONDO ME.....

 

 

Lo "straniero", con la sua situazione di precarietà, fa riemergere il ricordo e la paura delle perdite di certe sicurezze (la casa, il lavoro, gli affetti familiari); e con essa anche il senso del fallimento, l'immagine infantile di essere disprezzato, indesiderato e non amato che ciascuno di noi porta nel profondo.
Per rimanere indenni da questi sentimenti ecco che le persone o gruppi si creano un immagine degli altri, sulla base di inadeguate informazioni, con determinate caratteristiche negative cha permetterà di disprezzarli per certe caratteristiche reali, che vengono esagerate, ma non inventate (stereotipo). Ad esse vengono poi associate opinioni e sentimenti negativi sostenuti perfino di fronte alla prova del contrario (pregiudizio).
 

 

 

Postato da: Ceks a novembre 28, 2005 22:32 | link | commenti (1) |
poesie, forse non tutti sanno che

giovedì, 24 novembre 2005

ZINGARI...IN ITALIA E ALTROVE

 

- VALUTAZIONE DEL NUMERO DI ZINGARI E VIAGGIANTI IN EUROPA

 

Paese

 

Numero minimo e massimo delle persone

 

 

Albania

 

90.000

 

100.000

 

Austria

 

20.000

 

25.000

 

Belgio

 

10.000

 

15.000

 

Bielorussia

 

10.000

 

15.000

 

Bosnia-Erzegovina

 

40.000

 

50.000

 

Bulgaria

 

700.000

 

800.000

 

Cipro

 

500

 

1.000

 

Croazia

 

30.000

 

40.000

 

Danimarca

 

1.500

 

2.000

 

Estonia

 

1.000

 

1.500

 

Finlandia

 

7.000

 

9.000

 

Francia

 

280.000

 

340.000

 

Germania

 

110.000

 

130.000

 

Grecia

 

160.000

 

200.000

 

Irlanda

 

22.000

 

28.000

 

Italia

 

90.000

 

110.000

 

Lettonia

 

2.000

 

3.500

 

Lituania

 

3.000

 

4.000

 

Lussemburgo

 

100

 

150

 

Macedonia

 

220.000

 

260.000

 

Moldavia

 

20.000

 

25.000

 

Norvegia

 

500

 

1.000

 

Olanda

 

35.000

 

40.000

 

Polonia

 

40.000

 

50.000

 

Portogallo

 

40.000

 

50.000

 

Repubblica Ceca

 

250.000

 

300.000

 

Repubblica slovacca

 

480.000

 

520.000

 

Regno Unito

 

90.000

 

120.000

 

Romania

 

1.800.000

 

2.500.000

 

Russia

 

220.000

 

400.000

 

Serbia-Montenegro

 

400.000

 

450.000

 

Slovenia

 

8.000

 

10.000

 

Spagna

 

650.000

 

800.000

 

Svezia

 

15.000

 

20.000

 

Svizzera

 

30.000

 

35.000

 

Turchia

 

300.000

 

500.000

 

Ucraina

 

50.000

 

60.000

 

Ungheria

 

550.000

 

600.000

 

altri stati

 

per memoria

 

 


Europa (circa)

 

7.000.000

 

8.500.000

 

da: Jean Pierre Liègeois, Tsiganes, Voyageurs, Consiglio d'Europa, 1994

 

 

- ROM, SINTI E ALTRE MINORANZE IN ITALIA
Secondo recenti indagini, attualmente vivono in Italia circa 70.000 zingari; secondo altri ce ne sarebbero invece circa 100.000. Di questi quasi la metà è stanziale, dimora cioè stabilmente in un luogo. É stato calcolato che circa un terzo degli zingari che vivono in Italia sia di provenienza extracomunitaria e che tra questi ultimi la quasi totalità siano persone provenienti dalle regioni della ex Jugoslavia.
Molti rom venuti qui negli ultimi anni sono arrivati tra la fine degli anni '60 e la metà degli anni '70 o nella successiva ondata migratoria avvenuta fra il 1987 e il 1991 proprio dalla regione balcanica. Nella pagina precedente è riportato un articolo, tratto dalla rivista Avvenimenti, che analizza i diversi gruppi che compongono il popolo zingaro in Italia.

 

La Costituzione della Repubblica italiana all'articolo 6 dice: " La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche". Questo popolo non è però di fatto mai stato riconosciuto come minoranza e l'unica preoccupazione degli amministratori pubblici e dei politici sembra, spesso, essere quella di "cacciare" dal proprio territorio questi indesiderati. Solo tre regioni in Italia hanno elaborato dei disegni di legge e si sono date delle Linee generali e programmatiche di intervento a tutela di sinti e rom: la regione Veneto, la regione Lazio e la Provincia autonoma di Trento.
Il mutamento delle condizioni sociali di vita del nostro paese ha inciso profondamente, dal dopoguerra ad oggi, su tutta la realtà economico-sociale ed ha interessato anche gli zingari che non trovano più giustificazione economica ai loro antichi lavori (gestione di circhi e giostre, lavorazione di metalli, allevamento di cavalli...) ed oggi attraversano un periodo di grande difficoltà.


Spesso inoltre la situazione è aggravata dall' atteggiamento repressivo delle forze dell'ordine che intervengono in modo spesso pesante nei luoghi di sosta degli zingari per reprimere la piccola delinquenza.
Anche l'inserimento dei bambini sinti e rom nella scuola non è un dato di fatto e lo dimostrano le statistiche che affermano che in Italia il 97% di questi bambini non arriva ad assolvere l'obbligo scolastico.

Postato da: Ceks a novembre 24, 2005 19:42 | link | commenti (3) |
cose mie, forse non tutti sanno che

domenica, 20 novembre 2005

 ZINGARI.....IERI


La storia, la cultura, le tradizioni, i miti di questo popolo sono stati sempre tramandati solo oralmente e raccontano la vita di chi ha sempre vissuto ai margini della nostra società.
La terra di origine di sinti e roma è l'India. Negli ultimi anni vari storici e soprattutto vari linguisti hanno ribadito l'origine indiana di questo popolo e la radice sanscrita del loro linguaggio.
Probabilmente i sinti e i rom nella scala sociale occupavano una posizione bassa: appartenevano o ad una delle caste inferiori o forse addirittura erano dei senza casta. Questo spiega perchè tra il V° e l'XI° secolo, carestie, guerre e l'indigenza li spinsero ad abbandonare la loro terra di origine e ad intraprendere, in piccoli o grandi gruppi, degli spostamenti verso la Persia e l'Armenia.
Neanche in questi stati trovarono rifugio e sempre in cammino su strade sulle quali, come dice una canzone zingara, " nessun gallo canta e nessun cane abbaia", arrivarono finalmente nell'impero bizantino.

 

 

 

L'arrivo in Europa
Agli inizi del XV° secolo gruppi di zingari arrivarono, come testimoniano le cronache del tempo, nell'Europa dell'Est.
Nacquero allora tra le popolazioni locali molte leggende sulla provenienza di questi nomadi. A creare queste leggende contribuirono sia le caratteristiche somatiche dei sinti e rom: capelli molto scuri, pelle olivastra, sia la pratica della decorazione della pelle con tatuaggi, sia il modo di abbigliarsi e di ornarsi, sia infine la lingua.
Alcuni ritennero che gli zingari fossero di origine ebrea, altri che venissero dall'Egitto, altri ancora che fossero di origine tartara. Almeno all'inizio non furono però male accolti; furono quanto meno accettati.
Così, per esempio, nel salvacondotto, del 1423, dell' imperatore Sigismondo si ordina che degli zingari, guidati in quel momento da un certo Ladislao Voivoda, siano bene accolti nell'impero.

 

 

Gli zingari rimasero comunque ai margini della società, nei loro accampamenti, dediti ai piccoli commerci e a qualche attività artigianale legata all'abilità nel lavorare i metalli.

 

 

La grande diffusione degli zingari in Europa avvenne in un momento di importanti cambiamenti: stavano infatti nascendo gli Stati moderni. L'affermazione di un potere assoluto comporta sempre l'emarginazione e l'eliminazione di ogni tipo di diversità e punta tutto sulla omogeneità dei sudditi; la conseguenza fu la repressione anche nei confronti degli zingari.


Nel 1499 Ferdinando il Cattolico associava gli zingari ai mori ed agli ebrei e ne ordinava la cacciata dal suo regno.
Nel 1498 la Dieta di Augusta stabiliva l'impunità per chiunque recasse danno a sinti e rom: "Wer Zigeuner schadigt, frewelt nicht." (Chi danneggia gli zingari non commette reato ).
In quegli stessi anni anche la condizione dei contadini peggiorò moltissimo e molti, immiseriti e senza possibilità di lavorare, si diedero all'accattonaggio; nel 1591 la città di Bologna bandì sia gli zingari sia i contadini rimasti senza lavoro.
Anche molte città tedesche adottarono provvedimenti simili.
La nuova burocrazia ed in genere tutte le forme di controllo sociale adottate dai nuovi stati crearono molti problemi a sinti e rom.
Nel Wurttenberg, in Prussia ma anche a Milano molti zingari furono consegnati direttamente al carnefice: la pena capitale poteva infatti essere inflitta anche senza processo e la Serenissima Repubblica di Venezia aveva nel 1558 stabilito che chi consegnava alle autorità uno zingaro riceveva dieci ducati.

 

 

Fu in questo periodo che nacquero alcuni dei peggiori pregiudizi nei confronti dei sinti e dei rom. Si disse che erano delle spie al servizio dei turchi, che fossero i discendenti di Caino e che avessero forgiato i chiodi usati per crocifiggere il Cristo, che rapissero i bambini, che subdolamente diffondessero la peste ....

 

 

Nel settecento, nel secolo dei lumi, si instaurò la politica della assimilazione dei diversi e dunque anche degli zingari che non dovevano più essere discriminati a patto però di diventare cittadini come tutti gli altri.
Maria Teresa d'Austria e suo figlio Giuseppe II proibirono agli zingari di usare il loro nome, la loro lingua, di vivere secondo la loro tradizione. In Austria i bambini sinti e rom, all'età di quattro anni, dovevano essere tolti alle loro famiglie e dati in affidamento a contadini che li crescessero " come buoni cristiani ". Non erano dunque gli zingari che rapivano i bambini cristiani ma lo stato cristiano che sottraeva loro i figli.
Sia l'industrializzazione dell'Europa del XIX° secolo e la conseguente crisi dell'artigianato, sia la meccanizzazione dell' agricoltura e la scomparsa di molte terre demaniali ( di proprietà dello stato e di enti pubblici dalle quali gli zingari potevano trarre cibo e legna ) aggravarono la situazione.
La trasformazione poi degli stati europei in stati di polizia che pretendevano controllare tutto e tutto sottoporre all'ordine costituito, fece sì che tutti i diversi, zingari compresi, fossero criminalizzati e considerati "oziosi, vagabondi e socialmente pericolosi".
D'altra parte più venivano emarginati, più pregiudizi nascevano nei loro confronti e dunque sempre più necessario era per loro ricorrere ad espedienti per poter sopravvivere, e questo non faceva che aumentare ancor di più l'odio verso di loro.

 

 

Il controllo sociale era la premessa della repressione razzista che il nazismo ed il fascismo avrebbero attuato nel XX° secolo con lo sterminio di ebrei, zingari e diversi in genere.

 

 

 

Postato da: Ceks a novembre 20, 2005 22:36 | link | commenti (5) |
cose mie, forse non tutti sanno che

mercoledì, 16 novembre 2005

ZINGARI.....OGGI

 

Come ho gia' detto la questione degli zingari come di tutta l'immigrazione e' una questione molto delicata. Se volete chiamatelo pure problema anche se credo profondamente che il problema non e' nel fenomeno stesso dell'immigrazione bensi' sta nella convivenza ergo il problema siamo noi e loro(come non mi piace usare questi termini) e non sono solo loro. Ci siamo dentro tutti!!

Per una buona convivenza e' bene conoscersi, apprezzarsi guardando dall'esterno la nostra societa' e dall'interno la loro. E' questo il segreto, credetemi!!

Per questo io non voglio assolutamente con questo emettere un qualsiasi giudizio..sarebbe controproducente!!

Voglio cercare ,insieme a voi , di conoscerli nella maniera piu' obiettiva possibile senza dare sfogo ai pregiudizi(che ammetto di avere anche io) ai timori(che ammetto di avere anche io) alle paure(che ammetto di avere anche io) e alle incomprensioni reciproche(queste ce le avete anche voi...ne sono sicuro).

Il termine zingaro indica una persona appartenente ad un popolo di struttura arcaica, vissuto intorno l'anno mille in Grecia fino all'arrivo dei turchi. Quelli che vengono (dall'esterno) chiamati Zingari comprendono sia un insieme di popolazioni parlanti lingue di origine neo-indiana che un insieme di popolazioni parlanti lingue di altra origine. Questi due grandi insiemi condividono caratteristiche di vita particolari, segnate per esempio dal nomadismo, in certe regioni d'Europa, e da altri tratti culturali in altre regioni. Contrariamente alla credenza comune, in realtà gli Zingari per la stragrande maggioranza sono sedentari e non nomadi.

La parola italiana zingaro, come il francese tsigane e il tedesco zigeuner, derivano dal greco athinganoi con il significato di "intoccabili". Il termine zingaro soltanto verso il Seicento ha assunto quella connotazione negativa che oggi ha. Ci sono tuttavia diversi gruppi di zingari che sono orgogliosi di essere chiamati così; come quegli della Calabria, che si definiscono "gli zingari veri". I gagé, i non-zingari avrebbero perso il significato autentico di questa parola. L'attributo "intoccabili" deriverebbe in realtà dai tanti privilegi di cui ususfruivano gli zingari per secoli.

Principali gruppi

Europa orientale

  • Rom, il gruppo più numeroso

Europa occidentale

Tattaren (penisola scandinava)

Gli Zingari normalmente adottano la religione appartenente alle popolazioni non zingare fra cui vivono. Una minoranza sono musulmani, in alcune regioni dei Balcani (Zingari della Bosnia, della Macedonia e del Kosovo) e nei Paesi islamici. Nel Nord Europa sono protestanti, in Serbia, Russia, etc., ortodossi, mentre in Italia, in Spagna e in Francia sono cattolici. In anni più recenti un considerevole numero, sempre in crescita, aderisce alla Chiesa evangelica, in varie parti d'Europa e nel Continente Americano.

Come per la storia antica d'Israele, la tradizione zingara è ancora oggi tramandata oralmente, così sappiamo del loro passato soltanto quello che le varie culture dominanti hanno lasciato scritto. Secondo gli studiosi la lingua dei Rom (il romanés, in italiano romanì e in inglese Romany) è simile al sanscrito, perciò oggi si pensa che provenissero dall'India, da dove sono dovuti fuggire intorno all'anno mille. Uno dei primi documenti sulla loro presenza lo troviamo a Nauplia, città della Grecia, dove nel 1378 i Veneziani confermarono i privilegi già garantiti ai Rom dai Bizantini. (1) Tuttavia, le loro tradizioni, la loro cultura e psicologia è in forte contrasto con qualsiasi popolo d'origine indiana, da cui si evince un'origine più antica, precedente al loro insediamento in India.

Il termine che gli zingari usano maggiormente per definirsi è rom (al plurale: Rom, o più raramente, roma) e significa uomo, maschio. É questo il nome che ormai usano per designare tutto il loro popolo anche se i rom che nel tardo medioevo ( XIV-XV secolo ) nelle loro migrazioni arrivarono in Occidente (Germania, Austria, Boemia, Slovenia ed Italia del Nord ) preferiscono essere chiamati Sinti.
Questo nome deriva da Sindh: la regione del Pakistan occidentale, attraversata dal fiume Indo, dalla quale erano partiti.
I nomadi che invece sono arrivati più tardi (ma anche in tempi più recenti, per esempio, dalla seconda metà del XIX secolo in poi e negli ultimi anni, provenienti dalla ex Jugoslavia), e si sono stabiliti soprattutto nell'Europa del Sud e dell'Est, e cioè la gran parte dei nomadi europei, si definiscono rom.
Molte persone propongono così di usare il nome rom, ed in particolare, rom e sinti, come nomi collettivi di questo popolo, anche se ormai il termine zingari è molto usato per designare tutti i diversi gruppi nei quali è diviso questo popolo.
Da notare poi che, per fare un esempio, gli zingari dell'Iran non conoscono e quindi non usano il nome rom (o roma), quelli di Spagna preferiscono chiamarsi Kalo (plurale: Kale) e quelli dell'Armenia usano per se stessi il termine Lom.

Questo popolo, che per molto tempo ha abitato le regioni dei Balcani, usa inoltre chiamarsi con altri nomi che ricordano il lavoro che facevano in quelle regioni. Così troviamo i nomi Lovara, dalla radice linguistica ungherese lov che significa cavallo e che ci ricorda che erano bravi allevatori di cavalli, e Kalderas, dal tardo latino usato in Romania caldaria che significa paiolo; molti zingari lavoravano infatti come fabbri.

Postato da: Ceks a novembre 16, 2005 18:01 | link | commenti (7) |
cose mie, forse non tutti sanno che

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